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di Emanuela Macrì
Un tracciato, quello del De Luca di Airola, che per Gennaro Scelzo va molto oltre i 1.400mt della sua lunghezza. Perché qui, qualche anno fa, un incidente sembrava aver messo, seriamente, in forse – se non posto fine - al suo futuro su due ruote. Poi, sempre qui qualche anno dopo, il ritorno in sella e ancora qui, nella prima domenica del Girone Sud 2026, il sogno della notte del sabato sulla domenica e il titolo di giornata sfiorato. Di un solo punto in classifica, un decimo o poco più di distacco e un piccolo errore di calcolo. Forse due.
“Ma il bilancio di questo inizio stagione – racconta il pilota – non può che dirsi positivo. Tenuto conto del fatto di trovarsi in un team nuovo, con tanto lavoro da fare, un feeling con il mezzo da trovare insieme alla messa a punto, ci siamo difesi bene già dalla qualifica.” Già, con una quarta casella di partenza in una griglia che già da sola bastava a comprendere il livello della sfida che da lì a poco avrebbe dominato tutti quei 1.400 mt di pista.
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E Gennaro lì davanti. “In bagarre con Giuseppe Iannini – ma anche con Samuele Marino e Francesco Buscema - per tutti i 15 giri della gara, una volta che Vincenzo Sciacca si era messo davanti a tutti ed era chiaro che non si riuscisse a riprenderlo.” In una sfida anche di strategia “volevo passare Iannini nel finale. L’ho studiato per qualche giro ma poi un conto errato e la sorpresa della bandiera a scacchi. L’avevo prevista al giro successivo.”
In gara2, quindi, ci arriva con un terzo posto che vuole migliorare. Ma che poi ripete. “Quando ho visto Iannini scivolare e Sciacca con lui ho cambiato visione. Ho calibrato la gara su Marino, calcolando che gestire un terzo posto mi avrebbe portato sul primo gradino del podio. A metà gara mi ero trovato davanti a tutti, ma subito ho pensato fosse troppo rischioso.”
Certo all’ultimo giro una fiamma di competitività l’aveva sentita “in attacco su Buscema e con un tentativo anche su Ignacio Roman che, però, all’ultima curva prende una traiettoria strana ritrovandomi ad aggiustare anch’io la manovra e aprire, così, un varco al siciliano.” Che non se lo fa ripetere e ne approfitta. “Ma un terzo posto andava bene. Era fatta.” Circa, perché l’inaspettata ripartenza di Sciacca e il suo quinto posto sotto bandiera valgono quel singolo punto, quel soffio di cui sopra.
E pensare che quel primo gradino del podio “sarebbe stata la vera svolta. L’avevo pure sognato! Anche perché, ormai è una questione, una sfida personale. Dopo l’operazione seguita all’incidente, i medici non avevano dubbi: dovevo dimenticare sella, tuta, cordoli e gas.” La seconda piazza di domenica, una vittoria sfiorata per poco più di un decimo di secondo e di un solo punto, raccontano invece un’altra storia. “Insieme ai sorpassi più belli – chiude il pilota del Team D.P.S. – proprio lì all’altezza della esse, il punto dove ero caduto.” E quelli no, Gennaro Scelzo non se li è sognati, ma vissuti. Tutti.