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di Emanuela Macrì
Avete mai sentito l’avviamento, contemporaneo, di dieci Dragster Italjet? Se la risposta fosse no e la curiosità avesse raggiunto il livello 300 ecco, sappiate che non dovrete farvi in 4 per scoprirlo ma soltanto trovare una buona scusa per raggiungere il paddock dei Trofei Malossi a Modena, primo appuntamento stagionale 2026. Quello in cui prenderà il via l’anno su asfalto della Malossi Racing Academy. E dei suoi 10 piloti, che in sella ai 4 tempi e 300cc (e… sì… quest’anno si corre col 300!) dei Dragster si daranno battaglia nella sua sesta edizione.
Una lotta ad armi pari – i mezzi sono gli stessi per tutti, la preparazione pure – dove a fare la differenza saranno il cuore, il polso e il cervello. Una lezione di anatomia? Anche. Nella Academy di casa Malossi serve tutto. E può succedere di tutto. Come, ad esempio, trovare tra gli iscritti il nome di Torquato Toto Testa. Sì, proprio lui, che dal campionato mondiale di mountain bike free style ha deciso di traslocare nel box della MRA. Dal pedale alla pedivella.
Passando per YouTube, dove dal 2019 crea contenuti per il suo, seguitissimo, canale “il contenitore – racconta Toto – di tutte le mie passioni. La bicicletta, sì, ma anche le due ruote col motore: il motocross. E prima, da bambino, il kart.” A cui sta per aggiungersi lo scooter “un mondo tutto nuovo. Non conosco il mezzo – anche se mi hanno spiegato molte cose ma dalla teoria alla sella c’è un mondo, si sa – non conosco le piste, eccezion fatta per Cervesina che ogni tanto frequento ma in compagnia di quattro ruote.” L’accoppiata scooter e asfalto, dunque, sarà una novità assoluta “sì, perché l’esperienza maturata in Grecia, in vacanza, con lo scooter a noleggio non credo valga.” (No, crediamo di no, Toto…)
Un appuntamento con l’ignoto, dunque “che poi – sottolinea Torquato - è il senso, vero, della Malossi Racing Academy”. Già. Un luogo in cui si arriva conoscendo solo ciò che si ha in tasca. Per qualcuno l’esperienza, per altri nemmeno quella. Per alcuni la voglia di farcela ad ogni costo, per tutti quella di imparare il più possibile. Perché qui, grazie alla guida e alla supervisione dei due supercoach Rebecca Bianchi e Luigi Pannone, nessun particolare viene dimenticato fuori dall’aula e dal box.
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Quindi, per Testa, tutti gli anni tra kart e bike, non saranno d’aiuto? “Forse sulla mentalità, perché praticando al massimo livello uno sport pericoloso e rischioso ho imparato a reggere la pressione e affrontare, organizzare, l’aspetto mentale. Immagino, almeno in questo, di essere preparato.” Ma si aspetta pure “di rivivere un’emozione che ho imparato ad ascoltare e gustare: quando ho iniziato con i kart non provavo nessun interesse per la competizione. Però amavo guidare. E questo mi ha portato ad avvicinarmi, apprezzare, anche lo spirito competitivo, soprattutto con me stesso. Ecco, spero di sentire quel gusto.”
Tanta la curiosità, forse anche i timori, nella vigilia di stagione e per tutti i piloti MRA. Che sì, conoscono le destinazioni (leggi autodromi di Modena, Magione, Binetto, Cervesina e Varano de’ Melegari) ma non i compagni di viaggio, le difficoltà che impareranno a superare, le variabili del meteo e dell’umore che affronteranno, insieme a tutto il sudore che ci vorrà per riuscire. Tutte cose a cui, però, una volta abbassata la visiera e avviato il motore nessuno penserà più. Anche perché avete mai sentito l’avviamento, contemporaneo, di dieci Dragster Italjet? Organizzar pensieri in mezzo a tutti quei decibel e un’impresa da podio!