Vincenzo Sciacca vince a Favara. Anche sulla variabile V

di Emanuela Macrì

Il tempo, inteso quello ottenuto sul giro. Il tempo, inteso anche quale meteo. Il tempo di far qualche calcolo e Vincenzo Sciacca (BSC Moto) per la prima stagionale dei Trofei Malossi, sul tracciato del Concordia di Favara, ne tira fuori una vittoria di giornata nel Trofeo ScooterMatic calcolata sui 70cc del motore in ogni millesimo, millimetro, metro/secondo o nodo che si voglia. Sì, perché la variabile V(ento) ha rimesso tutto in discussione, ad ogni curva. 

In pista, però, ogni variabile prevede una variazione. Risolutiva. Quindi, al vento come si rimedia?  “Studiando. Valutando, ad ogni metro, la sua intensità. Per poi stare in scia, e capire il momento giusto.” Il tempo di attendere, il tempo di attaccare. “Nella parte finale del tracciato era meno forte. Il problema era nella prima parte, sul rettilineo di partenza e poi nel tratto della prima curva.”

Per questo, dopo una prima finale chiusa con un pieno di punti – dopo un continuo scambio di posizioni al comando, sorpassi e sverniciate sul millesimo di secondo sul traguardo - e un paio di decimi su Gianluca La Rosa (Buscema Racing Team) nella seconda frazione di gara, il vento della strategia cambierà. “A metà gara mi sono girato per dare un occhio alla situazione. La Rosa aveva un distacco difficile da recuperare. E davanti a lui c’era Francesco Bonomo (Team Karakaya). La battaglia quindi, da quel momento, era tutta fra me e Francesco Buscema (Buscema Racing Team).
 

Buscema che da quel momento passerà per primo ad ogni passaggio sulla linea del traguardo, tratto battuto dal vento e messo a referto nella testa di Sciacca quale “da non forzare”, e anche sotto bandiera. In un gioco organizzato dal marsalese con il suo numero 7 che quel secondo posto amministra (sul rettilineo lascia quel millesimo di gas, si fa passare e si mette a ruota dell’avversario. Sempre di una manciata di centimetri o giù di lì) e gestisce, polso e motore, fino alla fine. Con calcolo. Come aveva già fatto in qualifica.

Nelle prove cronometrate – racconta Vincenzo - non ha avuto problemi. Dopo la Q1, con il tempo migliore e il vento in aumento, ho detto ai ragazzi del team che avremmo gestito una Q2 senza rischi per un terzo tempo finale, al massimo. Abbiamo tenuto sotto controllo la situazione e poi, con la prima fila in griglia confermata, abbiamo messo via così. Se fossi scivolato in quarta posizione allora sarei rientrato per rimediare.”

Variabili. Rimedi e calcoli. Variazioni risolutive e vento. Ma all’inizio di una stagione, in pista, ci si porta qualche difficoltà in più rispetto al resto della stagione. Per Vincenzo Sciacca il problema stava tutto nel tempo. Non quello sul giro, il migliore in Q1 e gara1. Non quello meteorologico, il vento lo domerà. “L’unico cruccio era il tempo, poco pochissimo, rimasto per rimettere insieme lo scooter dopo un imprevisto degli ultimi giorni pre-gara.” Una variabile T(empo) e una variazione, a giudicare dal primo gradino del podio conquistato a Favara, risolutiva. E vincente.