di Emanuela Macrì
Due giri in zona premiazioni dopo due gare da 13 giri l’una. Al Concordia di Favara, alla prima stagionale, Emanuele Giordano (Birilli Racing) conquista il primo gradino del podio del Trofeo ScooterMatic Regioni Sicilia. Ma questa è solo metà della sua opera. Il resto, infatti, è un secondo passaggio in zona premiazioni per ritirare la coppa del 5° classificato di giornata nel Trofeo ScooterMatic Sicilia.
Una gran giornata per lui e il team capitanato da Biagio Birilli. Un avvio di stagione nei Trofei Malossi di soddisfazioni ma che racconta, sottotraccia, di tutto “il lavoro macinato fino a qui. Degli allenamenti – racconta Emanuele - e tutto l’impegno dell’inverno per arrivare al primo appuntamento dell’anno con un motore pronto. A cui, sostanzialmente, nel fine settimana non abbiamo messo mano.” Ma non di sola preparazione, ciclistica, sospensioni, cilindri e messa a punto è fatto il lavoro di un pilota e del suo preparatore.
“Con il motore eravamo a posto. In effetti il gran lavoro l’ho dovuto fare su me stesso. Sulla testa. Per convincermi che potevo farcela a stare lì davanti con il gruppo o subito dietro a inseguire.” Missione compiuta, no? “In gara1 sì, al termine del primo giro avevo recuperato 3 posizioni rispetto alla settima della griglia. Poi ho lottato con Francesco Bonomo (Team Karakaya) ed Enzo Scianna, mio compagno di team.” Ma su tutti l’ha spuntata lui, con un quarto posto assoluto e il primo di categoria.
Comincia bene, dunque, la sua domenica di gare ma poi la partenza di gara2 gli riserva un errore, un’impennata “che mi farà perdere il treno dei piloti davanti a me senza riuscire nell’impresa di recuperare. Ho battagliato con Pietro Trovato (BSC Moto) e Mirko Abello (ABE Moto) che però avranno la meglio sotto bandiera. Per me ci sarà solo un ottavo posto.” Ma non in classifica di categoria: nel Trofeo ScooterMatic Regioni Sicilia, infatti, sarà la seconda delle due le vittorie che gli consegneranno il titolo di giornata.
A contare più di una partenza sbagliata, quindi, ci saranno una gran gara1 e la testa. I tempi che si abbassano rispetto al passato e un imperativo: bisogna crederci. Nelle proprie possibilità e che nel tratto più guidato e, anche per questo più impegnativo (leggi, la esse nella seconda parte del tracciato) se ci metti la testa ce la puoi fare. Come dicono quella coppa e quella classifica con il suo nome in alto: se inizi bene, se già a metà dell’opera.