Michael Fedeli, due 24 e una vittoria. Che numeri ai Trofei Malossi a Modena

di Emanuela Macrì

Doveva togliersi giusto giusto un sassolino dalla scarpa (dallo stivale, diremmo) Michael Fedeli, pilota del Guzz Garage. Quello della sfortuna che aveva accompagnato il suo debutto nei Trofei Malossi in quel di Varano de’ Melegari 2025 e, insieme, un granellino di sabbia, quella soddisfazione in più, un qualcosa che lasciamo in sospeso fino alla fine di questo articolo (sì, questo è un chiaro invito a leggere tutto il pezzo!)

L’amarezza della prima esperienza di Varano, però, non aveva rovinato il gusto che provato. Anzi. E a Modena Michael arriva con le aspettative di chi vuol far bene ma sa di aver anche molto asfalto da macinare. Perché il 23enne di Riccione su due ruote ci sta da 20 anni, sì, da quando era arrivata la prima minimoto. Ma lo scooter no, non l’aveva provato. E invece, eccolo qui, dopo il primo assaggio, ad affrontare una nuova e intera stagione in sella. 

Una stagione che inizia con il giusto passo (gara). “Che poi è stato l’aspetto migliore del mio weekend”. Sì, se lasciamo da parte la vittoria nel Trofeo ScooterMatic Regioni Nord. Sì, se non consideriamo che si tratta di un primo gradino del podio ottenuto sul detentore del titolo Fabio Quattroventi (Team D.P.S.) che, tra l’altro, si era anche aggiudicato la prima delle due finali ipotecandolo quel titolo di giornata. E che la seconda frazione, annunciatasi come il vero thriller dell’intero weekend, sarà poi quella decisiva per consegnargli il titolo di giornata.

A pochi minuti dal via, infatti, inizia a cadere una pioggerellina che mi mette, letteralmente, in crisi. Guzz decide di montare la rain all’anteriore mentre io cerco di capire quale strategia adottare. Per affrontare la pista bagnata, non messa in preventivo, e il mio avversario.” Anche se finisce che per un paio di giri “riesco pure ad agganciare il gruppo davanti, quello dei piloti del Trofeo ScooterMatic (altro che crisi… NdR). Fino a quando decidono di fuggire, lasciandomi ad occuparmi di Quattroventi e di una vittoria che non potevo lasciar andare senza provarci.” 

Provandoci dove? “Nella prima parte del tracciato, nella parte del misto. Lì ho fatto la differenza su Fabio, che ho studiato tanto. Sapevo che dovevo giocare d’astuzia per batterlo - la rain montata mi ha aiutato nella prima parte di gara ma poteva compromettere la seconda, quando smessa la pioggerella la pista stava asciugando - e sul passo gara che, come dicevo, è stata la vera carta vincente.” Insieme al motore “ah su questo devo dare ogni merito ad Andrea Guzzon”. 

E il granellino di sabbia? “Ah sì (ride NdR) diciamo che la vittoria di Modena ha avuto una lieve sfumatura in più. Perché ottenuta su Quattroventi che, quale numero di gara, ha il 24. Quello che è sempre stato il mio… Sono arrivato dopo di lui e, come giusto che sia, mi sono adattato trasformandolo in 224.” In ritardo per il numero, ma non sotto la scacchi. E pensare che siamo solo all’inizio. Aspettiamoci dei numeri da questi 2(24)!