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di Emanuela Macrì
Un leone. Nato sotto questo segno e pilota dal temperamento col ruggito, Joseph Ceccarini in Malossi Racing Academy sta imparando a dominare e dominarsi. “Sono arrivato qui per vincere. Ma ora sto imparando che c’è molto altro, di importante, dentro questa esperienza.” Molto altro che no, per quanto alte fossero le aspettative no, non si aspettava. Ventinovenne dalla provincia aretina, ha atteso qualche anno prima di salire in sella all’Italjet Dragster numero 10 che lo accompagna in questa stagione.
“Ho conosciuto la Malossi Racing Academy all’EICMA di qualche anno fa. E da subito il consiglio del mio amico (e pilota professionista) Elia Bartolini, che da tempo conosce la realtà Malossi, è stato quello di tentare la selezione.” Si prenderà, però, qualche tempo per aggiustare gli acciacchi di un infortunio ed eccole le porte dell’Academy edizione 2026 che si aprono. E si apre bene, da subito, anche la sua stagione.
Con la prima prova a Modena e una prima vittoria di giornata “In una pista sconosciuta, molto tecnica. Da studiare bene, capirne traiettorie e punti critici, da analizzare con e grazie ai coach: il loro lavoro, con noi e per noi è fondamentale. Ed è stato chiaro dai fin primi minuti.” Però poi, in pista, tra i cordoli, ci sono solo loro, i piloti. “E lì inizia il bello! Dalla qualifica, con i tempi che subito arrivano e la sfida che entra nel vivo già dai primi giri.”
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Il primo consiglio messo in pista a Modena? “In griglia di partenza. Quando Rebecca Bianchi, avvicinandosi, mi ha raccomandato di usare la testa. E per quanto sembri banale, per un pilota tutto istinto come me, beh è stato l’elemento decisivo.” Quello che al termine delle due finali di una domenica di meteo incerto lo ha guidato fin sul primo gradino del podio.
E lo ha portato alla scoperta di una peculiarità: “tendo ad avvicinarmi sempre e troppo al limite. Pensavo fosse una dote ma ora, dopo due weekend di gare e di coaching, ho capito quanto mi allontani dal focus, togliendomi concentrazione e tempo per pensare. Devo lavorare per correggere una caratteristica che non pensavo potesse danneggiarmi.” Per calcolare meglio la distanza di sicurezza da quel limite perché non si trasformi in un problema. Attivando la formula “meno istinto è più razionalità”.
A Magione per la seconda prova stagionale, quindi, avrà raccolto i frutti della prima semina. “Beh, non proprio (e ride NdR). Mi sono giocato più di un jolly, valutando male un’uscita di curva, quella che immette al rettilineo interno in cui sono uscito un po’ largo prendendo il cordolo, per una manovra che non perdona e mi è costata, anche, la possibilità di una seconda vittoria di giornata.” Però durante il fine settimana le cose non sono andate poi male. “No, anzi! In prova e in qualifica, mi sono sentito bene da subito e confidente con la pista. Non mi è mancata la velocità ma, accuso, ancora scarsa concretezza nella gestione della gara.”
Compiti a casa, da svolgere in vista del weekend di Binetto “in un Autodromo del Levante molto particolare per la sua conformazione e lunghezza, che sto studiando dai video delle gare delle precedenti stagioni.” Con particolare attenzione “alle curve a destra, che mi mettono davvero in difficoltà e lì sono la netta maggioranza. Sono loro l’obiettivo, la prossima sfida personale.” Anche perché Toto Testa, il suo attuale diretto rivale, “invece ci riesce molto bene!”
E poi “ci sarà la crescita di tutto il gruppo che segue, per ora, in classifica.” Compiti per tutti, e asticella della sfida che si alza. “Insieme all’età! A Cervesina festeggerò il mio compleanno, pista.” E che regalo si farà Joseph Ceccarini? “Meno asfalto (a distanza ravvicinata) possibile! Vorrei cadere meno di quanto visto finora. Per questo devo impegnarmi, mettere in pratica i consigli dei coach e agire meno d’impulso.” La formula “meno istinto più ascolto” in confezione regalo?