Giuseppe Iannini, un’Airola in recupero. Tutta gas e anima

di Emanuela Macrì

Nessuno può tornare indietro e ricominciare ma chiunque può creare un finale completamente nuovo”. Anche dopo due bandiere rosse. Una caduta. Una casella della griglia in doppia cifra. Con un bel po’ di gas per rimediare a tutto. Fino a quel colpo finale, quei 45 millesimi a fine cottura capaci di rimescolare tutti gli ingredienti qui sopra: quelli della domenica di Giuseppe Iannini (Team D.P.S.) sul circuito di Airola per la prima prova stagionale dei Trofei Malossi 2025 Girone Sud. 

Un fine settimana di gara complicato da condizioni meteo non ideali e più di una difficoltà a cui trovare rimedio. A partire dalla “caduta in gara1 alla fine della esse prima dell’ultima curva: avevo scelto di montare le slick ma aveva iniziato a piovere” quando quella scivolata mentre era terzo dietro a Francesco Buscema e Vincenzo Sciacca lo vedeva slittare anche in griglia. Poco dopo, infatti, una bandiera rossa imponeva una ripartenza e una nuova griglia, stabilita dall’ultimo passaggio sul traguardo dei piloti.

 

Il manubrio da raddrizzare, al ritorno al box e a quel punto, sembrava il minore dei mali rispetto alla casella numero 21 che lo attendeva. E invece no perché “in partenza mi sono distratto sistemando la visiera e ciao… ho perso altre posizioni. Tutte, in pratica.” Ma a Giuseppe non difettano polso e volontà. Così, nonostante tutte le insidie della risalita “nelle posizioni più arretrate devi confrontarti con piloti meno veloci e magari meno esperti. Per questo prima di qualsiasi sorpasso devi studiare, capire come potranno agire e reagire alla tua manovra. La pista umida, poi, richiede una concentrazione ancora maggiore” ci mette tutta l’anima che ha per quel sesto posto di frazione che alla fine sarà un mezzo (miracoloso NdR) lavoro fatto, un buon rimedio al peggio.

La seconda finale, invece, sarà un’altra storia. Che (ri)parte dalla seconda casella conquistata in qualifica per poi segnare una gara condotta in fuga, da tutti, con Sciacca. Fino a quel finale quando “ho perso tempo con due doppiati e il margine di distacco di Sciacca si è ristretto. Anche se pensavo fosse più vicino e fatto i calcoli su questo. Così all’ultima curva ho chiuso tutta la traiettoria verso l’interno, ma lui ha incrociato, preferendo la traiettoria ideale, così è uscito dalla curva meglio di me.” E avendo la meglio sotto bandiera per soli 45 millesimi di secondo. “Che a lui sono valsi per il titolo di giornata e a me per non perdere troppi punti in classifica generale e assicurarmi un quarto posto che non era esattamente nei piani su quella che considero la pista di casa (di cui detiene il record con 50.011 NdR) e mi farà lavorare molto nelle prossime due gare del Girone.”

 

Di certo motore ce n’è. Come racconta il tempo migliore di giornata sul giro (50.760) e sotto quello di pole. Anime ed esperienza pure. Come narra quel recupero di posizioni in gara1 e la serenità per affrontare una gara2 senza patemi. Ma quale sarà la pista su cui puntare per il recuperare maggior numero di punti? “Entrambi! Anche se Magione non ha mai portato troppo bene. E allora potrei dire Binetto, che conosco molto bene e ci ho corso spesso. Ma la risposta vera arriverà solo sotto la bandiera a scacchi.” Perché se è vero che “Nessuno può tornare indietro e ricominciare ma chiunque può creare un finale completamente nuovo” è vero altrettanto che nessuno può prevedere il futuro. Ma lavorarci su, sì, eccome. Anche in recupero!