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di Emanuela Macrì
A Triscina, nel 2018, era stata la sua prima volta sullo scooter. A Triscina, nel 2026, sarà il suo primo secondo gradino del podio, nei Trofei Malossi. In mezzo, per Gianluca Tranchina, qualche anno lontano dallo Zip, per poi tornarci due stagioni fa. Perché da certi amori è difficile star lontani. “E dire che, ancora, stiamo facendo conoscenza”.
Già. Per il palermitano, una vita sulle due ruote, lo scooter arriva dopo il debutto a 7 anni in minimoto, poi le stagioni in MiniGp fino al CIV. Tanti i km e l’esperienza maturata ma “ora è tutta un’altra storia. Altro proprio. Già dal motore, perché qui c’è la trasmissione e ogni minimo dettaglio da comprendere, interpretare. Stiamo tentando di crescere. Ce la stiamo mettendo tutta.”
A partire dal sabato di prove libere “quando abbiamo avuto una serie di problemi che poi ci hanno seguito pure la domenica nelle qualifiche e in gara.” Dove, però, ottiene il quarto miglior tempo, dietro a Vincenzo Sciacca, Francesco Bonomo e Francesco Buscema (mica gli ultimi arrivati eh! NdR) “ho cercato di rimediare con la guida a tutto ciò che il motore non dava. Complice, e avvantaggiato, dal fatto di conoscere bene la pista.”
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Per rimediare a un mezzo che pecca, soprattutto, in velocità “e accelerazione. Vedi le due partenze. In entrambe le gare sono rimasto indietro, perdendo subito la posizione della griglia e in un tracciato così corto il sorpasso bisogna proprio inventarselo. Non c’è un rettilineo che ti accompagna, dove con la scia riesci a passare facilmente in staccata. Ho cercato e trovato qualche varco e mi ci sono infilato, Passando tutti gli avversari che potevo.”
Ci è voluta pazienza, però. E tanta fiducia nelle proprie capacità. Soprattutto in gara2 quando nel primo giro da quarto si ritrova in penultima posizione: dodicesimo. Quando deve metterci tutto il cuore e la costanza, riguadagnare una posizione a giro fino a riprendere, nell’ultimo terzo di gara, Pietro Rizzo e ingaggiare con lui una battaglia per il terzo posto. Che nel finale, nell’ultimo dei 15 giri, sarà il suo.
“Quando gli sono arrivato alle spalle ho capito subito che, in rettilineo, di motore ne aveva di più e, letteralmente, se ne andava. Così ho atteso, studiando lui e il modo, il momento giusto, per passarlo. La prima curva a sinistra, dopo il tornantino stretto, lì potevo passarlo.” Lì lo sorpasserà per sfilare in terza posizione sotto la scacchi. Recuperando 9 posizioni in 15 giri…
Forte di una ciclistica e di un assetto ottimali. Forte, anche, di un numero: quel 38 passato da papà Salvo che nei Trofei Malossi con quel numero ci aveva gareggiato qualche volta, prima di passare il testimone a Gianluca. Forte di esperienza, umiltà e di un tracciato, Triscina, che conosce bene. E che, evidentemente, gli dice bene.