![]()
di Emanuela Macrì
Un carico pesante, quello che Giuseppe Iannini si porta a Varano de’ Melegari, per l’ultimo appuntamento della stagione 2026 dei Trofei Malossi. In tasca qualche delusione di troppo per una stagione sotto tono, aspettative e meriti. Nel trolley, insieme a guanti e sottotuta, una maglietta che non sa se rimarrà lì ben piegata e un titolo da difendere o lasciar andare. Quel mondiale vinto lo scorso anno, quella World Malossi Day Cup cui rivolgere un arrivederci o cantare (cit. Jova) "Ti porto via con me”. E tre giorni per realizzare la seconda che in elenco. Delle due, la due. Sì. Anche se mica lo dici e subito lo fai. Macché. Per arrivare in alto, così in alto, la strada è tutta in salita. Già dalla prima qualifica, quando un settimo tempo racconta “di qualche problema alla ciclistica– racconta il pilota del Moto Club Praia a Mare – di cui ci siamo subito occupati con Ciccio [al secolo Francesco Ciccio Buscema, pilota, preparatore e titolare dell’omonimo team, già cuore-motore della vittoria dello scorso anno, e collaborazione con il Moto Club riproposta anche in questa tre giorni] per trovare una quadra che al termine della Q2 mi darà la prima fila di partenza.”
![]()
Una terza casella e un casco con la visiera a metà. Dentro “un solo pensiero: riscattare la caduta rimediata all’ultimo giro nella finale unica del Trofeo ScooterMatic.” Sì ma come? “Senza voltarmi a guardare nulla e nessuno. Cercando di prendere velocità per mantenere il ritmo, concentrato sugli errori da evitare. Sapevo che stando davanti a tutti alle mie spalle gli avversari si sarebbero infastiditi tra loro. Mentre io mi preoccupavo di quello che volevo, dovevo, fare.” Mettendosi, da metà gara, alla testa di un gruppo di 34 partenti e andandosi a prendere una bandiera a scacchi con largo anticipo su tutto quel gruppo. Quasi 2 secondi su Buscema, qui in sella a uno scooter preparato da Pintax No Limits e poi giù a scorrere tutti gli altri.
Mezza strada fatta. Mezza strada da fare. Tutta in salita. E davanti una seconda frazione di gara che da lì, da quella terza casella, sembra ancora più in pendenza. Perché alla destra di Giuseppe ci sono il poleman Vincenzo Sciacca (BSC Moto) e lo spagnolo del Team DPS, Ignacio Roman, che nel casco con la visiera a metà masticano la stessa voglia di riscatto per una prima finale lontana dal loro livello (leggi, rispettivamente, un quarto e nono piazzamento). La posta in gioco è alta, la temperatura anche. Perché in 8 giri tutto può confermarsi o cambiare. E alla destra di Iannini c’è anche quel gas, che è la sua unica, vera, occupazione mentale. Insieme a quel “ti porto via con me” e i versi successivi “posso toccare il cielo. Lo posso fare davvero” Come? “Cercando di rimettermi davanti a tutti, lasciando agli altri la bagarre, e passare per primo sulla linea del traguardo.”
![]()
Anche se proprio una passeggiata non sarà, perché tra gli avversari più affamati e pericolosi c’è Mirko Abello (BSC Moto) oltre ai due citati sopra. Tutti della partita, tutti decisi a non mollare un filo di gas, un millimetro d’asfalto. “Fino a quando vedo aprirsi uno spazio nella contesa Sciacca-Roman, decido di passare e passo. Senza fare nessun altro conto di punti e classifica, senza sapere che Abello era caduto (e ripartito, ma lasciando troppi secondi e una gara eccellente, con più passaggi in testa al gruppo, nella ghiaia a bordo pista – NdR) senza guardare nulla che non fossero i metri d’asfalto davanti a me.” Una gara tutta sua “con le ultime due curve a gas pieno, rischiando qualcosina ma guadagnando altrettanto, e una seconda vittoria per chiudere che meglio non si poteva.” Una gara e una stagione da riscattare e riscattata, nel migliore dei modi. Indossando quella maglietta lì ben piegata nella valigia. Quella che celebra il bis del titolo nella World Malossi Day Cup, il titolo Mondiale dei Trofei Malossi con quella coppa a farsi spazio nel trolley tra i guanti e il sottotuta. E una frase che esce dal casco, con la visiera alzata a metà, dopo il passaggio sotto la seconda bandiera a scacchi: “ti porto via con me!” E se nella canzone di Jovanotti, il verso successivo recita “ribalteremo il mondo” in quella di Giuseppe Iannini risuona un “riconquisteremo”. Il mondo.