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di Emanuela Macrì
“Diego Florido conocido en España como Yeyo” Si presenta così, il pilota iberico della Malossi Racing Academy edizione 2026. Conosciuto, ora, anche in Italia e riconoscibile. Per quell’allegria che poi è il suo marchio di fabbrica e quel tatuaggio, sulla mano destra tra pollice e indice, che dice fullgas. Proprio lì nel punto nevralgico per qualsiasi pilota. Perché è lì che stringi la manopola e decidi quanto ne dai, o ne puoi dare, di gas. Ma sulla pelle porta un altro segno di Italia a due ruote, una storia e un numero che ha lasciato davvero il segno: quel 58 che non abbisogna di traduzioni. Nemmeno a Casarabonela, una trentina di chilometri da Malaga, dove inizia il suo viaggio, quello che lo ha portato all’Academy e fatto tappa a Ibiza. Sull’isola “in vacanza con Ignacio Roman (anche lui uno conocido in casa Trofei Malossi… NdR) che conosce il mio affetto per Malossi e mi chiede di seguirlo, di valutare una gara in Italia. Già, e perché no!?”. Già! “Cercando di capire quale fosse la categoria più adatta per un pilota come me, con qualche trascorso ma ancora molto da affinare, la Malossi Racing Academy si presenta da subito come la soluzione più interessante.” E così, via.
Dall’Andalusia, passando per Ibiza, fino a Modena. E un primo assaggio che Yeyo condensa in un “encantado”. Che sembra dire tutto. Ma poi aggiunge “un’organizzazione che immagini ma non puoi capire, finché non la vedi e la vivi. Mi sembrava di essere, mi sono sentito al MotoMondiale! E ho respirato, da subito, compreso il grande valore dell’esperienza, ancora prima di iniziare: questo è un progetto unico nel suo genere, perché dà l’opportunità di sentirsi e diventare, davvero, piloti.” E la prima sorpresa in pista? “Il fatto che anche chi conta su un pregresso, un po’ di esperienza su due ruote, in realtà abbia una gran necessità di ogni minuto del coaching offerto. Insomma, mi sono scoperto… pilota! Sembra strano da dirsi, ma è così. Una sensazione difficile da tradurre. E non è un fatto di lingua straniera.”
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Poi arriva l’asfalto “e quella prima gara a Modena, in un circuito che avevo visto solo sullo schermo è lì era vero, finalmente! Beh quella prima sfida non la dimenticherò. Al netto di pioggia e classifiche, no. Non la lavi via.” Però… “se mi chiedono di raccontarne una, ad oggi, scelgo la seconda prova, quella di Magione. E non solo per il primo podio conquistato. Ma per tutto quello che sta prima, dietro, fino a quel terzo gradino. I tempi che sembravano non arrivare nel sabato di prove e qualifiche. Una sesta casella in griglia che non prometteva grandi cose e poi quella prima frazione di gara, e passare da secondo sotto la bandiera. Ha significato molto.” Soprattutto se contiamo che il meteo non ha avuto pietà e la pioggia ha complicato, e non poco, il tutto. “Credo non sia amica di nessuno. Ma non mi sono fatto spaventare, concentrandomi sul mio unico obiettivo: stare con il gruppo davanti. Provarci fin sulla linea del traguardo.”
Una linea, un’altra, che Diego sta ritrovando. “Anche il peso è nemico dei piloti. E io sto trovando una nuova forma: sono a dieta! Ma già ho fatto molta strada, lasciandomi dietro una trentina di chili, rispetto a qualche tempo fa. Rimane un gap con alcuni rivali, sì. Ma ci sto lavorando.” Soprattutto “sulla postura. Che poi è un elemento correlato alla forma fisica ed è il grande lavoro che sto facendo con i coach. A causa di quel peso importante avevo imparato una postura che ora devo reinventare! Prima ero troppo scomposto, un po’ alla Kevin Schwantz (e ride di gusto) ecco, devo lasciare quello stile per trovarne un altro.” Un po’ alla volta. Un risultato alla volta. Perché anche dell’altro lavoro da fare. “Devo riuscire a lasciare nel box la rigidità. Devo rilassarmi e imparare a usare il corpo, a muovermi meglio sul mezzo.”
Il Dragster Italjet “è impressionante, davvero molto particolare. Complicato, per certi versi ma divertente per molti altri. Tanto che ne ho comprato uno! L’ho provato in Spagna ma i circuiti lì hanno dimensioni ridotte rispetto a quelli in cui gareggiamo qui in Italia e questo complica le cose. In allenamento fatico parecchio ma è, in ogni caso, davvero molto utile soprattutto perché sommato a tutto ciò che sto imparando dai coach e in generale in Academy: si parla di secondi di miglioramento.” Che moltiplicato per il peso, fratto pioggia, dà come risultato “100cc?? C’è tempo e tanto asfalto per arrivarci. Ma in garage ho già un mezzo Malossi, fatto e finito. Pronto” Diego Florido conocido en Espana como Yeyo lo sai che in Italia c’è un Trofeo Nazionale Scooter Velocità conocido como Replica? Stai a vedere che ti ritroviamo lì. “Puede ser (Può essere. Traduzione: son già lì con il pensiero).” E ride…