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WMDC: BONOMO IN CIMA AL MONDO

 

La gara del World Malossi Day Cup ha sempre un sapore particolare: è l’alloro più prestigioso e vale una stagione. Oltre al fatto che è una delle occasioni per misurarsi con avversari che parlano un’altra lingua. Ma l’italiano rimane l’idioma principale del WMDC, anzi… il siciliano, perché per la quarta volta nelle ultime 5 edizioni è un pilota di Trinacria a conquistare il titolo più importante del circus Malossi: il palermitano Francesco Bonomo ha messo in pista una grinta speciale per un’occasione speciale!

 

LE QUALIFICHE

Si comincia il sabato con le prove di qualifica, ed il primo turno bagnato. Si fanno vedere prima Melone e subito dopo Alessandro Berardi, con il riminese che rimane pochissimo in pista, giusto il tempo di levare la pole all’amico pugliese. Il tempo segnato dai due è irraggiungibile per tutti, quindi lo schieramento dopo q1 recita Berardi-Melone ma rimane ancora un posto in prima fila ed i piloti si danno da fare per conquistarlo. Al termine di prove tiratissime viene fuori il marsalese Samuele Marino, all’esordio sul bagnato e sulla pista veneta: il diciassettenne sfodera una guida da veterano portandosi alle spalle dei due esperti rivali. Subito dietro ci sono lo sloveno Ugrin, Max Mendogho (finalmente a suo agio sul fondo viscido) ed il francese Morgan Riscles, mentre in terza fila si piazzano Reale, l’olandese Klazen e Boccardo.

Secondo turno e cambia la situazione, anche perché il sole ha asciugato rapidamente la pista. A Berardi bastano soli due giri per mettere in chiaro le cose, unico in pista a girare sotto il muro dell’1 e 33. Si da da fare anche Melone che si piazza alle sue spalle precedendo il “solito” Mauro Montagna. Grande prova di Emilio D’Andrea che apre la seconda fila su Reale e Max Mendogho, davanti a Bonomo, Paduano e Boccardo. Primo degli stranieri è sempre Aleks Ugrin, decimo su Bart Klazen e Samuele Marino che continua l’apprendistato della pista veneta.

 

LE GARE

Al via di gara 1 Berardi si porta subito al comando con Francesco Reale incollato allo scarico. Il trenino di testa è compatto con una decina di piloti in lotta per la vittoria. Alle spalle dei due leader transitano Emilio D’Andrea, Montagna, Paduano, Melone, Klazen, Marino, Boccardo, Mendogho, Melone e Ugrin racchiusi in meno di 2 secondi dalla testa.Il gruppone prende il largo cominciando subito a cercare di alzare il ritmo. Berardi cede la testa a Melone, che viene ripassato al giro successivo da Reale. Berardi va di nuovo in testa ma Reale e Klazen in particolare non mollano un centimetro. I sorpassi si susseguono ad ogni curva con Samuele Marino in lotta con piloti di grande esperienza ed incollato nella top ten. All’ultimo giro in “10” si giocano la volata finale. Ad ogni curva c’è un sorpasso ma sono Berardi, Klazen e Reale i candidati alla vittoria. Nel curvone in discesa Reale va in testa ma nella piega che immette sul traguardo arriva leggermente lungo, lasciando l’interno a Berardi e Klazen che si fiondano. Ma lo spazio è minimo e, a farne le spese è Berardi che scivola. Francesco Reale vince con mezzo secondo di vantaggio su Klazen e Alessandro Melone venuto fuori di grinta nelle ultime curve. Bonomo regola in volata Mendogho mentre Marino è sesto su Mauro Montagna, Paduano, Ugrin e D’Andrea. Marco De Pasquale è undicesimo su Berardi (velocissimo a ripartire) e il francese Morgan Riscles.

Gara 2 che si preannuncia alquanto “cattiva”. L’esperienza di gara 1 insegna che non va via nessuno e quindi la tattica sarà il leit motiv della prova. Allo spegnimento del semaforo Berardi parte come una furia e si mette a fare il ritmo in testa. Alle sue spalle il gruppone si apre a ventaglio ad ogni curva. Il riminese vuole abdicare al titolo con l’onore delle armi e forza ancora ma alla esse ha un problema tecnico ed è costretto al ritiro. Dietro si mettono in luce Reale, D’Andrea, Boccardo, Bonomo e Paduano, con Melone che stringe i denti per tenere a bada Klazen, Ugrin, Marino e Mendogho. La testa della corsa cambia in continuazione ed il gruppo rimane compatto. Reale rallenta e si fa riassorbire dal gruppo mentre risale Klazen che sente odore di grande impresa. L’ultimo giro è da antologia. Paduano e Bonomo (che fanno coppia anche nella MDC fanno gioco di squadra per tenere sotto controllo l’olandese. Dietro Reale risale e nella discesa si porta all’esterno dei primi provando una traiettoria che lo avrebbe favorito all’ingresso dell’ultima curva, ma perde il retrotreno e scivola vanificando tutto. Dall’ultima curva escono in volata Bonomo, Paduano e Klazen che piombano sul traguardo separati da pochi decimi. Boccardo è quarto davanti ad Ugrin, Melone, Marco De Pasquale e Samuele Marino con la top ten chiusa da D’Andrea e il francese Kevin Riscles. Reale riparte chiudendo in undicesima posizione davanti a Montagna e Mendogho (rallentati da problemi tecnici).

 

LE INTERVISTE

Per un solo punto Francesco Bonomo riporta il titolo del World Malossi Day Cup in Sicilia: “Non riesco a crederci – dichiara il palermitano del team Marmitta – è stata una stagione da incorniciare, con il primo titolo nel girone Sicilia della Extreme Italia e questa gara fantastica ad Adria che mi ha regalato il titolo WMDC. La dedico a tutti quelli che mi sono stati vicini in questa stagione da incorniciare. Avevo paura dell’acqua, ma le due gare del WMDC sono state perfette e riporto in Sicilia il mondiale Malossi. È il quindicesimo anno di corse e credo che sia stato il più bello in assoluto per me”Sul secondo gradino del podio sale Bart Klazen: “No, non sono deluso del secondo posto perché ottenuto lottando con i migliori piloti del mondo – dichiara l’olandese – è stata una bellissima esperienza e quest’anno di corse in Italia mi ha permesso di imparare molto da quelli che reputo gli specialisti della categoria. Per un attimo ho sperato di vincere, ma faccio i complimenti a Bonomo che ha guidato veramente forte”.Sul terzo gradino del podio chiude Antonio Paduano: “Dopo un paio di stagioni sofferte ho avuto un finale che mi ripaga degli sforzi fatti – racconta il battipagliese del Team Accardo – un grazie speciale lo devo a Ciro che mi ha messo a disposizione uno scooter vincente e credo di averlo ripagato con questo podio mondiale”.

“Mi aspettavo qualcosa in più dopo il terzo posto di gara 1 – dice Alessandro Melone – ma oggi sono contento così, di più non potevo fare. Sono state due manche combattute da almeno dieci piloti, quindi l’importante è essere nella parte alta della classifica: le volate sono sempre un terno al lotto”.Francesco Reale chiude in quinta posizione: “Sarei un bugiardo a dire che mi va bene, purtroppo ho fatto io un errore e sono scivolato: mi sarebbe bastato un terzo posto in volata per vincere il titolo. Sarà per il prossimo anno”.

Ilio Ascione