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BERARDI IL RECORDMAN

 

Piercing al sopracciglio, l’aria di quello con cui non fareste uscire vostra figlia (scusatemi la citazione di una vecchia pubblicità Mercedes…), ma in realtà è una pasta di ragazzo, pronto a scherzare, anche se, dietro l’aria da “cattivo”, si nasconde un ragazzo gentile ed anche timido. Alessandro Berardi, Il “Bera” per gli amici, è l’uomo da battere nel Trofeo Nazionale Scooter Velocità, il pilota che ha vinto più gare negli ultimi tre anni anche se il titolo è arrivato solo lo scorso anno. Scherzando lo appellai P.E. Berardus, prendendo spunto dagli episodi dell’A-Team, e il nomignolo gli piacque. “Pessimo Elemento” (perchè non è mai facile tenerlo dietro) ormai è un’icona dei Trofei Malossi, al di là delle vittorie che pure, negli ultimi tempi, sono tantissime. Il suo esordio nel circus multicolore risale all’ormai lontano 2005.

 

Gli inizi

“Venivo dalle minimoto e dai test con la 125 ma all’epoca i soldi erano pochini ed i sogni risultarono irraggiungibili – spiega Alex Berardi – non mi rimase che salire su uno scooter. L’opportunità me la diede Matteo Marconi di ScooterNos, ma all’epoca partivo per i weekend lasciando la testa a casa…” precisa con molta ironia il romagnolo: “se mettevo insieme i settori ero il più veloce in pista, ma ero anche quello che collezionava più cadute nel weekend. Poi in squadra all’epoca c’era Marco Baldassari e “Squalo” di grinta ne aveva da vendere. I primi due anni furono di apprendistato, ma di errori ne ho fatti veramente tanti. Poi ci fu il 2007 dove cominciai al mio solito, raccogliendo molto meno di quello che seminavo. Poi a Jesolo arrivò il primo podio, incollato a “Squalo”: Marconi stava impazzendo di felicità”… Il finale di quella stagione segnò un cambio di rotta del pilota riminese: “Mi ero comportato bene anche ad Adria e con Matteo decidemmo di affrontare l’ultima prova dell'International Scooter Cup che si teneva ad Almeria, in Spagna. Quello fu l’esame di maturità, al di là del risultato: ricordo prima di tutto il clima di amicizia fra tutti noi italiani e poi lo spettacolo che demmo sui saliscendi di quella pista straordinaria. Alla fine il titolo andò a Giovanni Olivieri ma io ero riuscito ad andare anche in testa a quella gara che fu una delle più belle e intense che io ricordi: si viaggiava veramente forte e noi italiani riuscimmo a fare il vuoto. Ecco, credo che quello fu il mio esame di maturità come pilota. Peccato che poi dovetti fermarmi perché erano finiti anche i soldi…”Ancora un anno con ScooterNos ma ancora con risultati alterni e poi lo stop. Alessandro Berardi lo vedevamo ogni tanto venire a trovare i colleghi perché i Trofei Malossi erano comunque parte di lui: “due anni fermo e mi rodevo… ma non è che potessi fare molto. Poi sono tornato per qualche gara nel 2011 ancora con ScooterNos ma non riuscimmo a concludere nulla di buono. Decisi di fermarmi e aspettare un’altra opportunità. Che arrivò con il Team Martelli”.

 

Una nuova storia

E qui andiamo a riscrivere la storia di Alessandro Berardi: “beh si, quando ci incontrammo capii che non potevo buttarmi dentro così come ero abituato io… - precisa il riminese – pianificammo tutto: una serie di test in giro per le piste, tanto allenamento e poi la decisione di debuttare nelle ultime due gare della stagione, Vallelunga e Adria. L’idea era quella di partecipare alla Malossi Day Cup, e il Trofeo Nazionale Scooter Velocità doveva essere solo un allenamento. Invece fu un debutto veramente esplosivo. Nelle prove dovevo prima imparare la pista e poi conoscere gli avversari, tutti praticamente sconosciuti per me. In gara ho visto che potevo stare a ruota di Zenari e ci sono stato. Eravamo una decina in lotta serrata e alla fine Davide mi ha bruciato di un nulla sul traguardo di gara 1. In gara 2 ce le siamo date di santa ragione con delle staccate da paura, ma sul traguardo ero sempre io a transitare per primo: avevo capito di potercela fare. Ed infatti all’uscita della Roma mi sono fiondato sotto la bandiera a scacchi vincendo la corsa: è stata la mia prima vittoria nei Trofei Malossi e proprio non mi sarei aspettato che venisse proprio nel più prestigioso delle Serie. Ad Adria poi ci fu la vittoria in gara 1 e alla fine ho chiuso secondo ancora a pari merito con Zenari che quell’anno vinse il titolo”.E li la storia del Trofeo Nazionale Scooter Velocità è cambiata: “Almeno per me si. Con Fabio Martelli decidemmo di affrontare questa avventura. L’anno cominciò benissimo e sarebbe proceduto meglio se non avessi fatto io una cappellata…”.Si sarebbe corso per la prima volta a San Martino del Lago e Berardi si fece venire l’ansia: “si, perché Zenari ci aveva già girato con la moto ed io temevo moltissimo Davide – specifica Berardi – Così mi feci portare una moto a Cremona per imparare il circuito. Finì che mi infortunai: una frattura all’anca che mi tenne fermo proprio per la gara di San Martino. Li non vinse Davide come temevo, ma quella vecchia volpe di Mauro Montagna: un regalo che poi Scooterman ha capitalizzato fino a fine stagione”.E poi il rientro trionfale di Bari: “Non avevo mai corso a Binetto ed avevo molta rabbia in corpo per l’occasione persa – dice il riminese – dovevo calmarmi o rischiavo di fare altri danni. In gara sono stato perfetto e ho vinto le due manche per distacco: in quel momento mi ero liberato di tutte le mie paure. Poi a Vallelunga ho vinto la terza gara e mi sono portato a 22 punti da Mauro Montagna e 12 da Zenari: per il titolo ci voleva un miracolo ma il secondo posto poteva essere mio. Ad Adria però ci siamo trovati con condizioni meteo da paura. Alla fine Mauro ha controllato me e Zenari ed ha vinto il titolo, mentre io sono riuscito ad agganciare Davide al secondo posto e sono valse le mie vittorie, anche se abbiamo chiuso tutti lontani dal podio”.

 

Finalmente la consacrazione

Il 2014 ha iscritto Alex Berardi nell’olimpo dei grandi sello scooter: “e finalmente direi… - dice il riminese ridendo – Sembrava una cavalcata annunciata ma nei Trofei Malossi non si può dire fino all’ultima bandiera a scacchi. Ci ho dovuto mettere tutta la mia grinta per aver ragione di un pilota che ad inizio stagione non prendevamo nemmeno in considerazione: Francesco Reale con lo Zip 4Stroke”.Raccontaci le tue sensazioni: “A Modena ho portato via il punteggio pieno senza problemi e a Varano ho replicato, anche se Reale ha dimostrato di andare veramente forte. A Binetto Melone mi ha messo pressione ed ha vinto gara 1 mentre io mi sono aggiudicato la seconda manche. Poi c’è stato il suo infortunio a Vallelunga ed il mio errore in gara 2: Reale vinse e la classifica si accorciò. Le ultime due prove furono veramente dure. Fortunatamente per me Reale sbagliò in gara 1 e la sua vittoria in gara 2 non era più importante anche se la matematica lo teneva ancora in corsa”.E siamo arrivati ad Adria: “All’ultima prova del Trofeo ero come una pila elettrica. Una tensione che non avevo mai provato – dice Berardi – sapevo che a Reale serviva un miracolo ma io dovevo rimanere concentrato. Alla fine ho deciso di fare la mia gara cercando di non perderlo d’occhio: lui ha chiuso terzo ed io quarto. A quel punto la matematica mi aveva consegnato il titolo, ero finalmente libero di fare la mia corsa, anzi le mie corse”

 

Il titolo internazionale

Infatti dicesti “Ora vedrete quello che valgo”…: “fu uno sfogo ed una confidenza ma a quel punto potevo anche sdraiarmi non cambiava più nulla – ride il riminese – in gara 2 del Nazionale me la sono vista con Alberto Consoli, un pilota molto simile a me come stile di guida ed una persona estremamente corretta: mi piacerebbe che facesse tutto il Trofeo Nazionale. Mi ha battuto ma abbiamo dato un grande spettacolo. Ma la soddisfazione più bella è arrivata nel World Malossi Day Cup. Ho dato il massimo mio e dello scooter e alla fine ho portato a casa il titolo e le due vittorie di manche. L’abbraccio con Consoli che mi diceva che ero il numero 1, con Fabio Martelli, Mattia Giacomelli, la mia ragazza e la mia famiglia… sono sensazioni che porto dentro, indelebili”Ed il 2015 in cui sei ancora il pilota da battere nel Trofeo Nazionale Scooter Velocità: “Quest’anno è veramente dura ma io ci sto provando con la solita determinazione. Purtroppo a Binetto ho fatto un errore e gli altri si sono avvicinati in classifica. Di tutti temo Francesco Reale che sta dimostrando di andar forte anche con il 2 tempi ed ha vinto a Binetto. Siamo al giro di boa e siamo raccolti in pochi punti. A Vallelunga sarà importante portare a casa un bel risultato, ed io ci proverò fino all’ultimo”.Il pilota con cui hai più feeling: “nel paddock è certamente Mendogho – afferma sicuro Berardi – è un collante straordinario, pronto alla battuta, a tirarti su di morale ma anche a tirarti delle staccate da paura quando è in forma… buon per me che è aumentato di peso ed ha difficoltà a starmi dietro per tutta la gara…”.

Ilio Ascione