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SprintMatic: Joe Schack è uno squalo all’attacco

 

È un Joe Schack sempre più formato shark quello che domina la categoria SprintMatic arrivando, dopo il primo gradino del podio di Varano de’ Melegari, a raggiungere quota 200 punti in classifica, in virtù dell’infilata di risultati pieni che, se confermati sulla pista di Vallelunga, si trasformeranno in en plein stagionale. Anche se, tutto, è ancora da decidere. Tanto perché lo scarto dei punti di Aleks Ugrin (- 44 punti) è tale da tenere l’istriano ancora in gara per il titolo, quanto perché sul pelo dell’acqua della vasca del tedesco si vedono girare altre pinne minacciose. Alcune anche inattese.

Come nel caso della gara dell’Autodromo Paletti dove, a presentarsi sulla griglia di partenza, tra gli altri, anche due vecchie conoscenze dei Trofei Malossi come Alessandro Berardi e Gianluca Rapicavoli che, dopo il tempo migliore fermato in qualifica già dai primi centimetri di asfalto di gara 1 dimostra di avere ancora molto da dire anche in una categoria che non è la sua. Anche quando dopo una partenza spavalda, al giro di boa del quarto giro, sembra aver perso terreno nei confronti del gruppo di testa formato da Schack, Ugrin e Munoz Romero.

Gap che recupera fino ad arrivare a giocarsi la vittoria proprio con il tedesco, proprio sul filo dei millimetri e al fotofinish, chiudendo entrambi con il medesimo tempo di 12:24.129 davanti a Ugrin e allo spagnolo. Sesta posizione per Claudio De Stefano mentre scivola, letteralmente, in settimana Alessandro Berardi (che dopo una caduta al terzo giro riesce a rimettersi in pista senza, però, possibilità di recuperare posizioni) e Klemen Svara. Giornata nera, invece, per Filippo Pistola fuori quasi da subito in entrambe le manche.

Tanta carne sul fuoco, nonostante la gara dichiarata bagnata dal direttore di gara, anche nella seconda manche di giornata che non cambierà nella sostanza del risultato, con il tedesco a passare per primo sotto la bandiera a scacchi ma, questa volta, senza rivali ad alitargli sul collo. Fuori quasi subito Munoz Romero, Rapicavoli in fuga, al quarto giro, trova nella ghiaia di bordo pista il termine anticipato della sua gara lasciando Berardi in testa fino a un giro dalla fine, a darsi battaglia con Ugrin, Shack e De Stefano per poi scivolare sul finale e lasciare campo e asfalto libero al tedesco che, seppur parso fuori dai giochi a metà gara, quando sente l’odore del sangue non si fa pregare e guizza sul rettilineo per prendersi il primo gradino del podio di una gara che l’ha divertito.

Per la battaglia in pista e quel fotofinishche– confessa il pilota germanico – mi fosse valso il secondo posto, mi avrebbe soddisfatto comunque, vista la gara e la guida di Rapicavoli.” Più prudente, invece, nella seconda gara, con una strategia che si è rivelata vincente perché “vista la pioggia ho preferito rimanere defilato per non rischiare nulla. Per prendere più più velocità nell'ultimo giro e vincere la gara.”

Soddisfatto anche Aleks Ugrin per un secondo posto “che racconta di un miglioramento e di quanto, in questo momento della stagione, mi sento più competitivo rispetto a prima.” E in vista della chiusura stagionale “sono molto motivato per Vallelunga e, anche se le probabilità agguantare il primo posto non sono altissime, farò di tutto per difendere, almeno, la seconda piazza della classifica generale.”

Emanuela Macrì