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ScooterMatic Junior: dai componenti al gas aperto. Come si conquista la pista dei Trofei Malossi

 

Se puoi sognarlo, puoi farlo.” O, quanto meno, puoi cercare un modo per realizzarlo. Così come è stato per il gruppo formato da Francesco, sedicenne dei Castelli romani e cinque suoi coetanei, gli studenti dell’Istituto Euroform di Agrigento, in trasferta all’Autodromo dell’Umbria di Magione alla ricerca di quel mondo, all’inseguimento del loro sogno. L’occasione, per tutti, è arrivata grazie all’ultima nata in casa Trofei Malossi, la categoria ScooterMatic Junior, ideata con il preciso obiettivo di dare la possibilità ai più giovani di assaggiare e misurarsi con la pista, con i brividi che regala ma anche con tutte le difficoltà che comporta. Per comprendere, fin da subito, quanto essere protagonista in pista non significhi soltanto salire in sella e aprire il gas ma saper usare, collegandoli fra loro, cervello cuore e mani.Mani (ma anche cuori e cervelli, dunque) all’opera fin dal primo mattino di sabato 8 giugno, sotto la guida e lo sguardo attento di Fabio Canetoli, capo meccanico dell’azienda e punto di riferimento di piloti e team durante tutte le fasi delle gare dei Trofei Malossi, e al fianco di un coach sportivo quale Henry Favre, personaggio noto nel mondo dei motori e seguitissimo sul web per le sue singolari imprese su due ruote. Supervisor, nonché giudice di giornata, Armando Di Pasquale, chiamato a completare il trio di giudici che, al termine del sabato di Magione, ha dato vita all’apprezzato rito della consegna delle schede di valutazione, con i piloti schierati ad attendere il verdetto e vivere un momento sospeso tra ironia e compostezza.

In mezzo, una lunga giornata e tanto lavoro da affrontare. Partendo dalla lettura dello schema operativo da seguire per preparare la moto e guadagnarsi la pista, passando per l’accensione del motore quale primo vero, nonché essenziale, test. Dopo aver visto uscire dalle confezioni Malossi sistemate a lato degli scooter posizionati sulle pedane, insieme al cilindro e il variatore che di lì a qualche ora, insieme alla marmitta e il carburatore, prenderanno il posto degli originali, anche un camice da lavoro. Rosso e a marchio Malossi. 

Perché se a caratterizzare il lavoro degli aspiranti piloti sarà la capacità di sostituire i componenti originali con quelli forniti, secondo istruzioni, non meno importanza avrà la modalità operativa: ordine e pulizia della postazione di lavoro, saranno parametri fondamentali ai fini della valutazione perché base di un modus operandi produttivo, da apprendere fin dal principio. 

Nozioni e consigli utili – racconta Francesco – che ci hanno permesso di arrivare all’accensione del motore. Con la sorpresa di riuscire a farlo al primo tentativo” mentre a stupire Calogero, il suo compagno di classe “è stata la resa del motore durante i giri in circuito. Una grande soddisfazione perché frutto del mio lavoro!” che, come precisa Francesco “si è svoltosenza pressioni. Qui abbiamo trovato un ambiente sereno, che mi piacerebbe ritrovare.” Come Gabriele che, a quanto pare, farà “di tutto per tornare. Per provare di nuovo quelle vibrazioni positive avvertite in pista.”

Emozioni che i piloti conoscono bene, anche se non tutti possono vantare una prima volta come quella di questi ragazzi: per loro, infatti, un battesimo sulle due ruote davvero speciale grazie alla presenza, sulla pista umbra, di un volto, anzi un casco, noto ai Trofei Malossi: quello di Mauro Montagna, il pilota più titolato della oramai trentennale storia dei Trofei che a bordo di una 125cc 4 tempi, in livrea Malossi, ha guidato e dettato il ritmo del gruppo in pista. Un campione tra gli aspiranti tali, a distribuire consigli, scambiare pareri e battute, rispondere alle curiosità. A rendere unico un momento già tanto singolare.

Un’occasione che, per qualcuno, è stata anche l’attesa resa dei conti. Come per Giovanni, tornato in sella dopo un incidente stradale che ha lasciato i segni ma che, proprio a Magione, è stato esorcizzato “con il coraggio di salire sulla moto per affrontare i fantasmi.” E farlo in modo “coinvolgente”, per riprendere l’aggettivo utilizzato da Francesco per descrivere “una giornata in cui ho capito quanto il lavoro in team possa essere d’aiuto: non mi aspettavo che il confronto nel box potesse rivelarsi tanto prezioso.

Impagabile quanto il ricordo che tornerà a farsi vivo ogni qual volta lo sguardo si poserà sul trofeo portato a casa. Quello con la forma di copricarter che accanto alla dicitura Trofei Malossi porta data e nome del partecipante: “il mio orgoglio - per un emozionato e stupito Davide- oltre che un regalo bellissimo”. 

Dal banco di scuola a quello di prova, dunque, passando attraverso un sogno realizzato, per i ragazzi dell’istituto siciliano EuroForm “una realtà di formazione professionale voluta dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca per combattere la dispersione scolastica del post obbligo– spiega il Dirigente Salvatore Licata – che oggi ha trovato nella collaborazione con Malossi un nuovo modo di rendere tangibile e reale quanto appreso in aula e nei laboratori della scuolaSapere che tra qualche settimana ripeteremo questa esperienza, dando la possibilità ad altri ragazzi di viverla, è per noi motivo di grande gioia.”  

Un primo approccio al mondo dei motori e la possibilità, per chiunque lo desideri, di partecipare. La ScooterMatic Junior è proprio questo. Senza la necessità di possedere uno scooter da modificare e con l’occasione di realizzare quella che per molti potrà sembrare solo una fantasia: il premio per il miglior aspirante pilota dell’anno, infatti, sarà la possibilità di partecipare a una gara dei Trofei Malossi edizione 2020. Ecco perché “Se puoi sognarlo(e lavori senza risparmiarti, ndr) puoi farlo”. Davvero.

Emanuela Macrì