Consoli e Sciacca: soluzioni e magie dal paddock dei Trofei Malossi

di Emanuela Macrì


Il colpo di scena è quell’evento imprevisto che in sceneggiatura arriva giusto giusto alla fine del primo atto. E il copione della stagione di Vincenzo Sciacca non si sottrae alla regola. Se la prima gara del Girone Sicilia lo vede incoronato re di ScooterMatic sia 100 che 70, la seconda non lo vede nemmeno arrivare nel paddock. Colpa di un infortunio, di un colpo di scena che poteva diventare di grazia, per classifica e morale.

Non fosse che. Che nel paddock dei Trofei Malossi, tra marmitte e cavalletti, tute e cilindri, si trovano anche soluzioni e solidarietà. E sono proprio queste ultime, quasi sempre, a dare quel giusto, determinante, filo di gas in più. I box dell’Autodromo Concordia di Favara, in questo, non faranno eccezione e ancora una volta, sulla via del ritorno, ci portiamo una storia che non possiamo non raccontare.

Come “Non gli potevo dire di no” pensa – e poi racconta - Alberto Consoli presentandosi in pit lane in sella a uno scooter 222 con le personalizzazioni, inconfondibili, del 7. Con buonapace di chi si pensa vittima di un’insolazione quando lo vede avvicinarsi al cancello di ingresso della pista. Nella confusione, mentale, di un momento. Il tempo di rendersi conto ancora una volta che le soluzioni e la solidarietà hanno avuto maggiori ragioni di rivalità e campanili.

Non potevo e avrei mai detto no. Che Vincenzo sia uno dei miei diretti avversari in pista è la cosa meno importante, una volta passati sotto la bandiera a scacchi.” E così il catanese, che per la stagione aveva deciso di lasciare il 70 a riposo, alla seconda gara stagione del Sicilia si presenta sulla griglia di partenza della Scootermatic70 in vece del suo rivale della classe 100cc per fare quello che sa fare. E bene: guidare al meglio e fare in modo che il danno in classifica, per Vincenzo, sia il minore possibile.

Con la consapevolezza che Alberto – ammette Vincenzo -  non si sarebbe risparmiato.” e quel terzo posto sul podio di giornata conquistato su uno scooter che non aveva mai provato in precedenza racconta proprio questo. Della magia di un paddock dove le regole (e il regolamento che prevede questo tipo di soluzioni) esistono così come le eccezioni, come quello spettacolo che non pensi, con Sciacca a bordo pista a incitare e fare il tifo per Consoli. Non per un colpo di scena. E nemmeno di sole. Ma per quelle dinamiche che ai Trofei Malossi sono tutto fuorché rarità.